L'accessibilità è passata dall'essere “buona educazione” all'essere, per molti, un obbligo di legge. L'European Accessibility Act è in vigore e riguarda più attività di quante immagini. Il problema: gli strumenti AI non ci pensano quasi mai.
Perché l'AI dimentica l'accessibilità
- Contrasti insufficienti. Combinazioni di colori belle a vedersi ma illeggibili per chi ha problemi di vista.
- Testi alternativi mancanti. Immagini senza descrizione: invisibili a chi usa screen reader.
- Navigazione da tastiera. Menu e form che funzionano solo col mouse.
- Struttura e etichette. Titoli, moduli e pulsanti senza la giusta “semantica” che li rende comprensibili alle tecnologie assistive.
Attenzione
“Sembra a posto” non vuol dire “è a norma”. L'accessibilità si verifica con criteri precisi: un sito AI può apparire perfetto e fallire su gran parte di essi.
Cosa si rischia
Oltre a tagliare fuori una parte di pubblico (e di clienti), chi è obbligato e non si adegua rischia contestazioni e sanzioni. Ho spiegato chi riguarda e cosa si rischia in accessibilità e legge: chi deve adeguarsi e cos'è davvero in accessibilità web: cos'è.
Come mettersi a norma
Si parte da una verifica, poi si interviene su colori, testi alternativi, struttura, moduli e navigazione. Non sempre serve rifare il sito: spesso si sistema quello che c'è. È un lavoro che offro come servizio dedicato, utile anche per la SEO e per tutti gli utenti, non solo per chi ha una disabilità.
Un sito accessibile è un sito migliore per tutti. L'AI non lo sa: tu sì.
Hai un sito fatto con l'AI e non sai se è a norma? Scrivimi per una verifica. Fa parte della guida su siti web e intelligenza artificiale.